Il problema: il 70% delle PMI legge l'art. 2086 come adempimento
Ogni mese parlo con imprenditori che mi dicono la stessa frase: "il commercialista mi ha fatto firmare il documento sugli adeguati assetti, è a posto". È una frase pericolosa, perché significa che l'obbligo è stato chiuso burocraticamente, ma l'impresa non ha cambiato nulla.
Il punto è semplice: l'art. 2086 del Codice civile non chiede un documento. Chiede un sistema. E nelle PMI italiane il divario tra le due cose è enorme.
Cosa dice davvero la legge (e cosa non dice)
L'art. 2086, secondo comma, c.c. impone all'imprenditore che opera in forma societaria o collettiva di "istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell'impresa", anche al fine di rilevare tempestivamente la crisi e la perdita di continuità aziendale.
Tre parole sono decisive: adeguato, tempestivo, continuità. La legge non specifica template, software o procedure. Ti chiede un risultato — sapere in tempo reale come sta l'azienda. Sta a te (e ai tuoi advisor) decidere come ottenerlo.
Cosa significano "adeguati" assetti — in pratica
- Assetto organizzativo: ruoli, deleghe, processi decisionali documentati. Sapere chi decide cosa, con quale autonomia, e con quale livello di reporting.
- Assetto amministrativo: procedure di gestione, controllo interno, segregazione delle funzioni. Chi autorizza un pagamento, chi lo registra, chi lo verifica.
- Assetto contabile: rilevazione tempestiva e accurata dei fatti aziendali, contabilità analitica, capacità di produrre dati attendibili in tempi rapidi.
Gli errori più comuni che vediamo nelle PMI italiane
Negli ultimi tre anni abbiamo seguito decine di PMI nel processo di costruzione degli adeguati assetti. Gli errori si ripetono, sempre gli stessi.
Errore 1 — Trattare l'obbligo come un documento
Si firma un manuale, si protocolla, si archivia. Tre mesi dopo nessuno lo ha più aperto. Il giorno in cui un creditore o un giudice lo chiede, il documento esiste. Ma l'azienda non lo applica, e questo emerge in 30 secondi di domande operative.
Errore 2 — Confondere contabilità ordinaria con controllo di gestione
"Abbiamo già la contabilità in ordine" è la risposta più comune. Ma la contabilità generale ti dice cosa è successo tre mesi fa, in un formato fiscale. Gli adeguati assetti chiedono di rilevare tempestivamente — cioè di sapere a fine mese cosa stai marginando per cliente o linea, non a marzo dell'anno dopo. Sono due cose diverse, servono strumenti diversi (vedi controllo di gestione nei nostri servizi).
Errore 3 — Non collegare gli assetti alle decisioni
Spesso si costruiscono cruscotti che nessuno legge. Reporting che produce 40 pagine senza che il CdA o l'imprenditore le usino davvero. Un assetto è "adeguato" solo se cambia le decisioni che si prendono ogni mese.
Errore 4 — Sottovalutare la responsabilità degli amministratori
Dal 2019 la mancata istituzione di adeguati assetti è una fonte autonoma di responsabilità degli amministratori. In caso di crisi, i creditori (e gli organi giudiziari) possono contestare la mancata adeguatezza degli assetti come elemento di mala gestione, con conseguenze patrimoniali personali. Non è teoria: lo vediamo in casi concreti.
Cosa fare subito (azioni concrete nei prossimi 60 giorni)
Se stai leggendo e pensi "siamo nell'errore 1 o 2", ecco cosa puoi fare nei prossimi due mesi senza progetti pesanti.
- Mappa lo stato di partenza. Compila una check-list interna su 10 punti: hai un organigramma aggiornato? Esistono deleghe scritte? Sai chi autorizza cosa? Hai un cruscotto direzionale mensile con almeno 5 KPI? La risposta a ognuno è "sì, no, parziale".
- Definisci 5-7 KPI strategici e finanziari. Margine per linea, DSO, posizione finanziaria netta, copertura del backlog, scostamento budget. Non 50, non 3. Cinque-sette numeri che ogni mese il management vede e discute.
- Imposta un reporting mensile leggero ma ricorrente. Anche un foglio Excel ben fatto, purché chiuso entro 10 giorni dalla fine del mese e discusso in una riunione di 60 minuti.
- Documenta deleghe e firme. Chi può firmare contratti fino a quale soglia, chi autorizza assunzioni, chi approva investimenti. Una pagina per ruolo è sufficiente.
- Prevedi una revisione periodica. Trimestrale o semestrale. L'adeguatezza non è uno stato — è un processo continuo, deve evolvere con la dimensione dell'azienda.
Come affrontiamo il tema in OBJ Consulting
In OBJ partiamo sempre da una diagnosi di adeguatezza, non da un template. La prima domanda che facciamo è: che decisioni stai prendendo oggi senza dati strutturati? Da lì costruiamo l'assetto, su misura, partendo dalle aree di rischio più alte.
Lavoriamo in due modalità: come advisor di governance & control per imprese che hanno bisogno di un disegno completo, oppure in modalità più leggera, dove affianchiamo il management interno (o il commercialista già presente) per portare gli assetti dal documento alla pratica.
Vuoi capire se i tuoi adeguati assetti sono davvero adeguati?
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